top of page

PEYOTE

Sai cos‘e‘?

​

Il peyote è un piccolo cactus verde che cresce spontaneo nel Messico settentrionale e nelle zone confinanti degli Stati Uniti,il suo nome botanico è Lophophora Williamsii ed è tra i più famosi allucinogeni naturali esistenti.

Le sue dimensioni sono abbastanza ridotte e la parte superiore, che sporge dal terreno (di colore verde/bluastra), è quella che viene ingerita per trarne gli effetti psicoattivi.

Il principio attivo più importante è la mescalina un alcaloide con forte potenziale psichedelico. Sono stati individuati altri innumerevoli alcaloidi: non tutti posseggono facoltà psicoattive se assunti separatamente, ma nel complesso portano ad un potenziamento dell’effetto della mescalina e ad una maggiore complessità dell’esperienza.

Comunemente vengono assunti freschi o seccati, il nome che gli viene dato è quello di botones; il peyote presenta un forte sapore amaro, per questo spesso vengono preparati infusi o impasti da dolcificare per rendere più commestibile il prodotto.

Il numero di botones in una assunzione media varia a seconda della concentrazione di mescalina nel cactus e dalla sensibilità dell’individuo, risulta così difficile quantificarlo in numeri.

​

La storia

​

L’uso di questa pianta è parallelo alla nascita delle culture messicane (1000 a.C.), questo viene confermato dai ritrovamenti di vasellami (ed altre forme di arte plastica) in cui il peyote è rappresentato con chiari riferimenti alla sfera religiosa.

Gli Huichol sono una tra le tribù più rappresentative del culto del peyote ed è onnipresente in tutta la loro cultura : per comunicare con le divinità e gli spiriti della natura, per curare le malattie, come ispirazione artistica e per localizzare il cervo durante la caccia.

Va chiarito che in questo universo spirituale: il peyote (hìkuri), il cervo ed il mais sono un unico corpo, un ‘unica entità, in cui la pianta è padrona sovrannaturale della specie dei cervi e di rimando, il peyote è nato dall’ impronta di un cervo (il dio cervo).

Questo riflette la concezione circolare della vita di molte tribù meso-americane.

Tutt’oggi questa ritualità sopravvive presso gli Huichol, i Tarhumara ed i Cora, a testimonianza che a nulla servirono le persecuzioni indotte dai Conquistadores.

E’ curioso il fenomeno di traslazione che il “culto del peyote” subì a fine Ottocento, grazie all’interessamento di alcune tribù nordamericane dando origine ad un movimento religioso, culturale e di forte identificazione razziale: il Native American Church, un sincretismo (fusione tra la religione Cristiana e quella locale) in cui il peyote diventa un sacramento, identificandosi con il Cristo Rosso, rappresentazione della salvezza dell’anima.

​

Effetti

​

Effetti Fisici

Dopo i primi 45 minuti dall’assunzione si presenta una forte nausea sommata a vertigini e a vomito.

Finita la prima fase si entra nella seconda con la scomparsa del malessere e il verificarsi di un aumento della salivazione e della tensione muscolare (collo , mandibola). La fame, la stanchezza e la fatica scompaiono, questo è da ricondursi all’uso che ne fanno gli indios nei lunghi pellegrinaggi.

Effetti Psichici

Si ha la presenza di una forte carica energetica ed euforica che pervade il corpo, l’alterazione sensoriale porta ad avere una percezione mutata della realtà che ci circonda, dei suoni e dei colori.

Si assiste ad una dilatazione della pupilla, che provoca la sensazione di una maggiore acutezza visiva. Compare il fenomeno dei “Fosfeni”, forme geometriche nell’aria che derivano da proiezioni della cornea sulla retina.

 

Da tutto questo si passa ad uno stato di rilassata contemplazione, sia esteriore che interiore, con il sopraggiungere di effetti empatici (favoriscono la sintonia con gli altri). La discesa è, come in tutte le sostanze, una parte importante dell’esperienza: un momento di transizione difficile da gestire. E’ importante concedersi il tempo per superarla, senza cimentarsi in attività che richiedano un particolare livello di attenzione.

​

Rischi

​

Rischi a breve termine

E’ importante ricordarsi che le condizioni psicofisiche dell’individuo e l’ambiente che lo circondano (set/setting) possono influire molto negativamente sull’esperienza (ad esempio, le visioni più stupefacenti possono diventare mostruose).

Un “brutto viaggio” (bad-trip) è una situazione di difficile gestione se non si è preparati; a questo va sommata anche la lunga durata degli effetti: da 10 a 20 ore.

L’esperienza con allucinogeni comporta non solo un alterazione del mondo esterno ma anche un viaggio interiore, durante il quale si possono incontrare parti di sé non facili da accettare: ricordi, ansie e paure.

Una crisi psicotica è il rischio più alto a cui si può andare in contro, in questo caso bisogna ricorrere ad uno specialista.

Rischi a medio e lungo termine

Pur non essendo dimostrato l’insorgere di danni cerebrali permanenti causati dall’uso di psichedelici, i rischi a lungo termine sono legati all’eccessiva frequenza di assunzione. Soprattutto (ma non solo) per quanto riguarda soggetti giovani, che non hanno ancora completato i processi di maturazione psicologica, l’uso di queste sostanze può compromettere significativamente l’equilibrio psichico scatenando depressione, insonnia, psicosi e disturbi paranoici.

 

...E ora tutelati!

​

  • Non assumere peyote se hai disturbi fisici o psichici.

  • In presenza di vomito è consigliabile buttare fuori tutto. Non resistere agli stimoli!

  • I dosaggi sono difficili da quantificare: è meglio procedere con ingestioni di quantità minime (1-2 botones per volta) e aspettare almeno 40 minuti da un assunzione all’altra.

  • Attento ai posti troppo chiassosi ed affollati, aumentano il rischio di bad-trip

  • Non mangiare 2 ore prima e 2 ore dopo l’assunzione, questo per evitare sorprese sgradite.

  • Non compiere azioni che possono mettere a rischio la tua vita e quella degli altri.

  • Tieni sempre presente che è la sostanza che ti da quelle sensazioni…per brutte che possano essere sono passeggere.

  • Se una persona si sta facendo una brutto viaggio, rassicurala e stalle vicino; in caso sopraggiungessero tremori e convulsioni chiama subito l’ambulanza.

  • Evita di ripetere l’esperienza prima di alcune settimane, lascia passare un po’ di tempo, affinché tu riesca a rielaborare l’esperienza.

​

bottom of page